Pattugliare le città? Mica siamo a Bogotà!
Martedì, 17 Giugno 2008
Nell’articolo di Repubblica del 14 giugno scorso, il Sindaco di Torino nonché Ministro ombra, Sergio Chiamparino, sostiene, che non siamo a Bogotà, che lì, hanno i terroristi alle porte della città, che far pattugliare le città dai militari alimenta la paura e la preoccupazione tra i cittadini, che è vero che i militari sono stati utilizzati subito dopo la questione delle torri gemelle e nell’operazione “vespri siciliani” (per arginare la mafia), ma queste erano considerate situazioni di “grave pericolo”. E poi, garantire la sicurezza è compito delle forze dell’ordine e, come sostiene il leghista Davico, in visita alla nostra città, per ora non vi è uno stato di emergenza.
Il Ministro della Difesa, La Russa, dice su “Il Sole 24 ore.com“, che «C’è un problema di risorse in questo momento e di numero di uomini. Sarebbe difficile in questo momento, per esempio, poter fare delle pattuglie, nel senso di un allargamento di quello che già oggi fanno i carabinieri e i poliziotti di quartiere».
Allora, forse, ci siamo persi qualche “pezzo”. Non sembrerebbe che Torino sia peggiorata, dal punto di vista della sicurezza, rispetto a qualche mese fa, a prima, cioè, dell’insediamento di quest’ultimo governo. Non si è sentito, da parte dei media, di un aumento vertiginoso della criminalità in Italia (in queste ultime settimane), ciò che potrebbe giustificare, forse, una presenza militare nelle nostre città. Si è sentito, invece, di gente che sta cercando di difendere l’aria che respira ed il territorio dove abita con i propri figli. Questa gente che, chissà perché, non si convince che tutto è assolutamente a posto! Infatti, chi si è preso la responsabilità di decidere della vita dei cittadini, presto, andrà a vivere e a respirare in quelle case là… per qualche giorno.
1 commento a “Pattugliare le città? Mica siamo a Bogotà!”
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Ci ritroveremo i militari in casa come a Gerusalemme.
Sempre esagerati noi italiani! Ma quando impareremo ad usare la via di mezzo? Mai?!